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TRA PASSATO E FUTURO

12.10.2013 17:57

"Quello che ho già visto non conta più niente. Il passato ed il futuro non sono realtà ma solo effimere illusioni. Devo liberarmi del tempo e vivere il presente giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante!"

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STATI D'ANIMO

05.10.2013 02:28

C'è un mondo strano dentro me, quasi invisibile. Io non lo mostro a tutti ed è per questo che spesso mi attribuiscono identità che non ho. Però ci sono persone che mi conoscono veramente, che non solo mi apprezzano, ma mi difendono e mi stimano. Non conta l'opinione di chi non ti conosce, non conta il loro giudizio dato su un'apparenza che è come loro vogliono che sia. Conta ciò che sei, che provi e che sei capace di dare e di lasciare a chiunque tu incontri nel tuo cammino.

da PensieriParole

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LA VITA È COME UN VIAGGIO IN TRENO

30.09.2013 12:15

: 
Spesso si sale e si scende, ci sono incidenti, 
a qualche fermata ci sono delle sorprese piacevoli e a qualcun’altra profonda tristezza.
 Quando nasciamo e saliamo sul treno, incontriamo persone, di cui crediamo, 
che ci accompagneranno durante tutto il nostro viaggio. 
Purtroppo la verità è un’altra.
 Loro scendono in una stazione e ci lasciano senza il loro amore e affetto, senza la loro amicizia e compagnia. 
Comunque salgono altre persone sul treno, che per noi saranno molto importanti. 
Sono tutte le persone meravigliose che amiamo. 
Qualcuna di queste persone che sale, considera il viaggio come una piccola passeggiata. 
Altri trovano solo tristezza nel loro 
viaggio. Qualcuno lascia quando scende una nostalgia perenne... 
Qualcun altro sale e riscende subito, e lo abbiamo a mala pena notato...
Ci sorprende che qualcuno dei passeggeri, a cui vogliamo più bene, si segga in un altro vagone 
e che in questo frangente ci faccia fare il viaggio da soli. 
Purtroppo qualche volta non possiamo accomodarci al loro fianco, perché il posto vicino a loro è già occupato. 
Non fà niente, così è il viaggio: pieno di sfide, sogni, fantasie, speranze e addii… ....ma senza ritorno.
 Cerchiamo di fare il viaggio nel miglior modo possibile.
 Cerchiamo di andare d’accordo con i nostri vicini di viaggio e cerchiamo il meglio in ognuno di loro..
Il grande mistero del viaggio è che non sappiamo quando scenderemo definitivamente, 
e tantomeno quando i nostri compagni di viaggio lo faranno, neanche colui che stà seduto proprio vicino a noi. 
Io penso, che mi dispiacerà tanto, quando scenderò per sempre dal treno..... 
Sì, ne sono convinto, La separazione da tutti gli amici che ho incontrato durante il viaggio, sarà dolorosa, 
lasciare i miei cari da soli, sarà molto triste. Ma ho la speranza che prima o poi arrivi la stazione centrale 
e ho l’impressione, di vederli arrivare tutti con un bagaglio, che quando erano saliti sul treno ancora non avevano. 
Ciò che mi renderà felice, è il pensiero, che ho contribuito ad aumentare e arricchire il loro 
bagaglio impreziosendolo. 
Facciamo il possibile, per far sì che si faccia un buon viaggio e che alla fine ne sia valsa la pena. 
Mettiamocela tutta per lasciare quando scendiamo un posto vuoto, che lascia nostalgia e bei ricordi in coloro
che proseguono il viaggio. 
A coloro, che fanno parte del mio treno, auguro 
BUON VIAGGIO.

 

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LEI COL MARE

30.09.2013 11:40

Lei fece voto che in quello stesso posto lo avrebbe aspettato. Giorno dopo giorno, che lì avrebbe atteso il suo ritorno. Ella si congedò dal suo amore, lui partì, abbandonando la riva con una barca. 

Col trascorrere del tempo, ella durante il giorno si confondeva con i raggi del sole, ed i suoi lunghi capelli biondi ne riflettevano la luce. Mentre nella notte il suo abito bianco si intonava col chiarore della luna. Il vento giocava tra le chiome e la sottile brezza del mattino le accarezzava soavemente il volto.

Ed ella lì, sempre in attesa. Fissa, immobile, sperando nel ritorno dell’amato.

Mentre respirava, osservava la rossa agonia di ogni tramonto. Lentamente i suoi piedi cominciarono a porre radici tra le dune.

La sua fedeltà si trasformò in roccia. Una roccia in più nel mare, più resistente dei marosi della solitudine che la flagellavano.

Trascorse così la prima estate, con i richiami dei gabbiani e gli aquiloni sospesi nel cielo. Come la prima estate passarono pure molti inverni. Inverni di gelo, sazi di freddo e incertezza, con un cielo gravido di nubi, come fosse un tetto di ghiaccio.

Il suo cuore, però, non poteva ingannarsi, ogni battito, ogni movimento, le assicurava che il suo amato avrebbe fatto ritorno. Il vento le recava i suoi sospiri, sfiorandole il volto come una carezza, che svaniva, però, allo scadere d’ogni secondo.

L’attesa, l’amore, la speranza e la dedizione la rendevano sempre più determinata, sempre più forte.

In alcuni momenti, mentre i giorni si spegnevano, uno dopo l’altro, davanti ai suoi occhi, il tempo stesso sembrava dissolversi. I frangenti apparivano ancor più possenti, quasi volendo nascondere l’orizzonte del suo amato.

Giornate buie, minacciose, grigie che come una coperta senza bordi occultavano la superficie del mare, però il suo amore luminoso resisteva, come il bagliore d’una candela dentro una bottiglia, protetto dalla malinconia.

Una primavera. I suoi occhi cominciarono a brillare. Vedendo stagliarsi sul lungomare una figura che si muoveva al ritmo della risacca, ma che al tempo stesso sfumava nel vento. Dagli occhi le fluì una lacrima che rimase come un cristallo sulla guancia.

Ancora trascorsero giorni di turbamento e giorni di burrasca, ciononostante, lei non si scosse, come la corteccia di un albero ben temprata, dura, resistente dal tempo, quasi tenace armatura, e come rami, tesi possenti sino a raggiungere il cielo.

I secondi, i minuti, ogni attimo si impressero, si sono marcati sul viso, segni indelebili di speranza. In esso si potevano leggere il respiro del mare e i suoi pensieri, mentre i suoi occhi si confondevano nell'orizzonte azzurro, sempre in attesa dell’amato.

Le onde andavano e venivano, portando con sé, rivolte con la sabbia, le sue inquietudini.

Mentre si avvicinava un nuovo tramonto, tra il rosso e l’arancione, ed il sole si accomiatava dal giorno con una luce magica ed un vento armonioso era imbevuto di musica cristallina, trasparente, Ella vide l’ombra d’un gabbiano affacciarsi poco a poco ed andarle incontro.

La brezza cambiò repentinamente di consistenza ed il suo

cuore lo riconobbe. Percepì la stessa atmosfera di quel giorno, quando le loro mani si erano inesorabilmente separate. Era lo stesso alito, lo stesso soffio di quando diede l’addio al suo amato.

Il cuore cominciò a palpitarle più forte e nelle sue pupille vide il riflesso delle ali del gabbiano occupare sempre più spazio, nell'atmosfera gialla di quel cielo d’estate, mentre lui si faceva sempre più vicino.

Su quelle ali aperte tornava l’amore, tornava la speranza, tornava la voglia di vivere e di amare. Ella riconosce il suo amore, lo sente nel suo cuore.

In quella spiaggia, è rimasto quell'albero con le radici ancora più profonde nella sabbia, più robusto e con tanti rami e foglie, con una goccia cristallizzata sulla corteccia, sempre alla riva del mare, sempre davanti alle onde, sempre aspettando il sole di ogni giornata e sempre di notte sotto la luce della luna.

Le radici, la corteccia, i rami, che si sono sviluppati, nell'attesa del suo amato sono oggi il sostegno per tutti i due, per continuare il loro amore, sin alla fine dei loro giorni.

 

eduardoflores©

 

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Eduardo de la Eva

Roma, Italia